2ago2012

LA NOTTE DEL PESCATORE CONQUISTA SOTTOMARINA

LA NOTTE DEL PESCATORE CONQUISTA SOTTOMARINA

La notte del Pescatore conquista Sottomarina


Grande partecipazione della città alla festa che celebra uno dei più antichi mestieri. Anche i negozi hanno contribuito alla manifestazione: il Caffè degli Artisti di viale Padova vince il premio "Pesca la vetrina"

 La seconda edizione della "Notte del Pescatore - il bello e il buono della tradizione del mare" ha registrato un vero e proprio successo: erano davvero in tanti ieri 1 agosto a Sottomarina all'iniziativa che ha animato le piazze e le vie della località veneta in una serata unica nel suo genere.

"Siamo soddisfatti - ha commentato Massimiliano Malaspina, presidente della Fondazione della Pesca - della grande partecipazione all'evento. Questo appuntamento è molto importante per la città, tanto più in questo momento di difficoltà. La pesca fa parte della storia e delle tradizioni di Chioggia ed è bello vedere tanti giovani coinvolti nella manifestazione".

Numerose anche le famiglie con bambini che hanno assistito agli spettacoli del Mangiafuoco e del Ludobus, mentre i turisti osservavano incuriositi i maestri dell'Arte dei Nodi e la dimostrazione della pulizia del pesce. Pienone allo stand enogastronomico, dove i visitatori hanno potuto degustare gratuitamente pesce, polenta e vino. Il Coro Popolare di Chioggia ha accompagnato la serata con canti tipici, mentre i Gati de Venessia hanno allietato il pubblico con il miglior repertorio di musica veneta; grande musica anche con il concerto dei Royal Albert Hall.

Il Caffè degli Artisti di viale Padova si è aggiudicato il premio "Pesca la Vetrina": secondo posto per il "Bello della Casa", terzo gradino del podio per "Angolo Fiorito". I negozianti hanno partecipato al concorso con entusiasmo, abbellendo la città con vetrine davvero particolari e significative. La commissione che ha assegnato il premio era formata da Massimiliano Malaspina, Ermenegildo Tiozzo Vice Presidente Fondazione della Pesca, Lucio Gianni Vicesindaco del Comune di Chioggia, Ermenegildo Boscolo Nata, assessore alla Pesca e alle Attività Produttive, Francesco Cavallarin e Giuseppe Renier consiglieri della Fondazione.

 

 

 

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17lug2012

La terza edizione di “Adriatico, un mare di pace” premia il mondo della pesca

La terza edizione di “Adriatico, un mare di pace” premia il mondo della pesca


16.08.2010 La terza edizione di “Adriatico, un mare di pace” premia il mondo della pesca.

Il riconoscimento assegnato alle marinerie di Chioggia, Caorle e Porto Tolle alla 73 edizione della Sagra del Pesce 

Chioggia, 17 luglio 2010 - La terza edizione di "Adriatico, un mare di pace" premia il mondo della pesca. Ieri nel corso di una cerimonia ristretta, a causa delle condizioni meteo, il premio istituito nel 2008 per favorire la cooperazione transfrontaliera delle realtà dell'alto Adriatico è  stato consegnato  al sindaco di Porto Tolle Silvano Finotti e al Presidente della Fondazione della Pesca Massimiliano Malaspina, in rappresentanza delle marinerie di Porto Tolle e Chioggia. Non presente all'iniziativa per motivi di salute il sindaco di Caorle Marco Sarto che ha assicurato la consegna del premio alla propria marineria.

 

"Quest'anno attraverso il Premio Adriatico, un mare di pace vogliamo esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà al mondo della pesca. Anche in questo momento di festa, come la Sagra del pesce, non possiamo rimanere indifferenti di fronte alle oltre trecento famiglie  in difficoltà, soprattutto del comparto della pesca entro le tre miglia dalla costa - spiega il sindaco Romano Tiozzo -  In questi mesi siamo stati in prima linea a Bruxelles, al Ministero e in Regione, anche se non abbiamo visto altrettanta disponibilità sia da parte dell'UE, che sembra non capire le specificità del nostro mare, e sia da parte di Roma. Le risposte finora sono state quasi nulle: nel decreto sul fermo pesca il sostegno della cassa integrazione non è stato allargato a questo settore. Speriamo ancora da parte del Ministero in un incremento delle risorse disponibili per la sperimentazione regionale, oggi di un milione e mezzo di euro, per aumentare il numero di imprese coinvolte. Anche questa operazione finora non è stata portata a termine.  Già alla fine della sperimentazione, dati alla mano, potremo tentare di proporre modifiche al Regolamento Mediterraneo e dall'altra parte chiedere l'inserimento di questo tipo di pesca millenaria nel Libro bianco della pesca artigianale. Non è una battaglia persa, ma una sfida che deve essere portata avanti sia da parte dei pescatori  che delle comunità locali".

 

"Non voglio esprimere solo la vicinanza al settore, ma anche sottolineare le difficoltà che si ripercuotono negli enti locali in questi momenti di crisi - commenta il sindaco di Porto Tolle Silvano Finotti che già oggi consegnerà il premio alle marinerie di Pila e Scardovari - L'iniziativa Adriatico, un mare di pace e' un'occasione per ribadire che il problema della piccola pesca non è risolto, che le questioni sono tuttora vive e che il nostro impegno è massimo".

 

"La Fondazione della pesca rappresenta tutte le associazioni del territorio e quello che si appresta ad affrontare, con la sperimentazione regionale, è un compito arduo ed importante - afferma il Presidente della Fondazione della pesca Massimiliano Malaspina - Oggi tutte le associazioni sono chiamate a lavorare in maniera congiunta, perchè da questa operazione dovrà uscire non un semplice contributo a pioggia, ma una reale modalità per aiutare il rinnovamento delle marinerie. Oggi questi lavoratori si trovano senza occupazione, senza alternative e senza ammortizzatori sociali. E' importante aiutarli in questo percorso di riorganizzazione e continuare a lavorare in questa direzione. La Fondazione della pesca assieme ai Comuni è stata e continua ad essere uno strumento importante per perorare questa causa".

 



21feb2010

EMERGENZA PICCOLA PESCA A STRASCICO: QUALE FUTURO?

EMERGENZA PICCOLA PESCA A STRASCICO: QUALE FUTURO?

MATERIALI CONVEGNO


Il piccolo strascico costiero Nord Adriatico.

Come è noto, il 31 maggio del 2010 terminerà il periodo di applicazione delle deroghe concesse dall'art. 14 del reg. CE 1967/2006 relativo alle "Misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel Mediterraneo" ed entrerà definitivamente in vigore il divieto della pesca a strascico entro le 3 miglia dalla costa, nonché quello inerente l'utilizzo di reti a maglia inferiore a quella regolamentare (40 mm quadrata o 50 mm a losanga).

La fine delle deroghe avrà pesanti ripercussioni negative non soltanto sul comparto del "piccolo strascico costiero nord adriatico", cioè su quelle attività di pesca effettuate nelle 3 Regioni dell'alto Adriatico (Friuli Venezia Giulia, Veneto e Emilia Romagna) attualmente interessate dal regime di deroga, ma anche su molte altre realtà territoriali del nostro Paese dove le c.d. "pesche speciali" ricoprono ancora oggi un ruolo economico e sociale tutt'altro che trascurabile. 

Lo studio commissionato dalla Fondazione della Pesca al CLES S.r.l. ha lo scopo principale di fare il punto sulla situazione produttiva, economica e occupazionale che caratterizza in particolare il comparto del "piccolo strascico costiero nord adriatico" e di valutare specificamente gli impatti economici e sociali che la fine delle deroghe concesse dal Regolamento CE produrrà nelle 3 Regioni in esame, identificando al contempo possibili misure di intervento di tipo compensativo volte ad alleviare gli effetti negativi che inevitabilmente si determineranno sugli operatori del settore.

 

Secondo le informazioni fornite dalle 6 Capitanerie di porto dell'alto Adriatico, il quadro attuale delle autorizzazione risulta essere il seguente:

  • 318 imbarcazioni sono in possesso dell'autorizzazione per effettuare la pesca a strascico entro le 3 miglia, nel periodo compreso fra il 1° novembre ed il 31 marzo; in gran parte si tratta di imbarcazioni operanti in Emilia Romagna (155 unità) e Veneto (125 unità);
  • 193 imbarcazioni risultano viceversa autorizzate alla pesca delle seppie[1] che può essere anch'essa effettuata in deroga nei 6 compartimenti marittimi dell'alto Adriatico entro il limite delle 3 miglia costiere nel periodo compreso fra il 1° aprile ed il 15 giugno[2].

 

Secondo le stime realizzate dal CLES S.r.l., l'applicazione della normativa comunitaria dovrebbe comportare per gli armatori direttamente coinvolti una perdita di fatturato che si aggira su di un valore pari a quasi 12 milioni di euro l'anno, per oltre la metà concentrato nelle marinerie del Veneto. Se tuttavia non ci si limita a considerare soltanto gli impatti diretti, ma si tiene anche conto degli effetti economici di tipo indiretto ed indotto,  che si trasmettono "a cascata" su tutti quei comparti di attività che sono collegati alla filiera produttiva ittica, il danno complessivamente prodotto nelle 3 Regioni alto Adriatiche è quantificabile in circa 19 milioni di euro. Naturalmente, anche gli effetti sull'occupazione appaiono considerevoli. In particolare, secondo le stime effettuate il calo dell'occupazione diretta è quantificabile in circa 350 unità, mentre se si considerano anche gli effetti indiretti ed indotti la perdita occupazionale risulterebbe pari a quasi 400 unità lavorative.

 

In questo quadro emerge la necessità e l'urgenza di identificare e mettere rapidamente in campo delle azioni compensative e delle misure di accompagnamento volte a ridurre e/o contrastare gli impatti negativi sul piano economico ed occupazionale che l'applicazione della normativa comunitaria inevitabilmente produrrà. In linea generale, l'obiettivo principale verso cui puntare dovrebbe essere quello di consentire a coloro che praticano ancora oggi nelle 3 Regioni alto Adriatiche la pesca a strascico entro le 3 miglia, di continuare a svolgere l'attività di pesca anche dopo il 31 maggio del 2010, pur dovendo cambiare sistema di pesca o limite di operatività. Per una parte dei battelli attualmente autorizzati tale prospettiva non sembra tuttavia realistica, tenendo soprattutto conto del fatto che, almeno in alcuni casi, si tratta di imbarcazioni di piccole dimensioni, spesso vetuste e generalmente non adatte da un punto di vista strutturale ad operare in modo diverso da quanto fanno attualmente.

 

Nella parte conclusiva dello studio viene pertanto proposto un articolato insieme di interventi che dovrebbe essere messo in campo a favore del settore, per alleviare gli effetti negativi indotti dall'applicazione del regolamento comunitario. In estrema sintesi, tali interventi dovrebbero essere finalizzati a:

 

  • favorire il passaggio dei piccoli motopescherecci dalla pesca a strascico verso altri sistemi di pesca costieri;
  • promuovere processi di ammodernamento e crescita dimensionale delle imbarcazioni;
  • prevedere in via sperimentale delle specifiche deroghe per alcune attività di pesca tradizionale;
  • definire un programma di fermo definitivo a favore degli operatori che abbandonano l'attività di pesca.

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[1]            Come è noto, le seppie costituiscono una delle risorse ittiche più importanti per i pescatori dell'alto Adriatico e una parte significativa del pescato totale viene catturata utilizzando il sistema della pesca a strascico nel periodo primaverile quando appunto un certo numero di imbarcazioni risultano autorizzate a praticare questo sistema di pesca entro le 3 miglia costiere.

[2]            Tale autorizzazione limita l'attività in Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna fino ad 1,5 miglia dalla costa, mentre nel Veneto tale tipo di pesca è consentita fino a 600 metri dalla riva.

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 CLES S.r.l.

 


75rapporto.pdf



20feb2010

EMERGENZA PICCOLA PESCA A STRASCICO: QUALE FUTURO ?

EMERGENZA PICCOLA PESCA A STRASCICO: QUALE FUTURO ?

CONVEGNO - 20 Febbraio 2010


Sabato 20 Febbraio 2010 - ore 9,30
Centro Congressi Kursaal_Sottomarina (Ve) 

Il convegno illustrerà i risultati della ricerca sull'impatto socioeconomico della scadenza comunitaria relativa al piccolo strascico costiero nell'Alto Adriatico, realizzata dal CLES - Centro di ricerche e studi sui problemi del lavoro dell'economia e dello sviluppo, presieduto da Paolo Leon, professore di Economia Pubblica Università Roma Tre. 


60locandina.pdf



15mag2009

"Il pesce di Chioggia sulla Tua Tavola. Nostrano è meglio!"


CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE


"Il pesce di Chioggia sulla Tua Tavola. Nostrano è meglio!". E' la campagna di comunicazione promossa dalla Fondazione della Pesca per il 2009 in collaborazione con le principali aziende di trasporto pubblico del Veneto.

 



19feb2009

Carnevale del Gusto

Carnevale del Gusto

STAZIONE MARITTIMA - VENEZIA


La Fondazione della Pesca alla prima edizione del Carnevale del Gusto di Venezia. Oltre cento metri quadri di prelibatezze nostrane esposte nello stand allestito nei padiglioni della Stazione Marittima dal 19 al 22 febbraio 2009. 



12giu2010

Il Villaggio del Pescatore

Il Villaggio del Pescatore

VILLAGGIO DEI FIORI - SPINEA


Arte, cultura e buona cucina di pesce, tutto rigorosamente chioggiotto, per la quarta edizione del Villaggio del Pescatore al Villaggio dei fiori di Spinea dal 12 al 14 Giugno 2009. La manifestazione è stata curata dalla Confcommercio ASCOM del Miranese, commerciati del Villaggio dei Fiori, Comune di Spinea, Comune di Chioggia e dalla Fondazione della Pesca con la partecipazione dell'Associazione Italiana Celiachia.


46VdPPieghevole[1].pdf